Effetti sui trigger point dell'allenamento dei flessori cervicali profondi
- TRIGGER POINT ITALIA
- 12 mar 2017
- Tempo di lettura: 15 min
Aggiornamento: 21 mar 2020
Pavlos Bobos, 1 , * Evdokia Billis, 2 Dimitra-Tania Papanikolaou, 2 Constantinos Koutsojannis, 2and Joy C. MacDermid 1
Rehabil Res Pract. 2016; 2016: 6480826.
Published online 2016 Nov 21. doi: 10.1155/2016/6480826

Abstract
Background.
Abbiamo bisogno di capire meglio quanto i DNF flessori profondi cervicali siano efficaci nei differenti contesti e se hanno degli effetti sulla soglia di dolore alla pressione sui trigger points miofasciali (MTrPs).
Proposta. Gli obiettivi che sono stati investigati sono gli effetti dell’allenamento dei muscoli cervicali sulla disabilità, sul dolore e sulla soglia di dolore alla pressione sui MTrPs trigger point miofasciali in persone con dolore cervicale cronico.
Metodi. Pazienti con dolore cronico cervicale sono stati ammessi a partecipare al Neck Disability Index (NDI) punteggio di oltre 5/50 ed avente almeno un trigger point miofasciale MTrP sui muscoli elevatore della scapola, trapezio alto o splenio del capo.
I pazienti sono stati randomizzati e assegnati ad uno dei tre gruppi fra: allenamento DNF, esercizi per i flessori superficiali cervicali o gruppo di consigli. Generalized linear model (GLM) è stato usato per rilevare le differenze nei gruppi di trattamento nel tempo
Risultati. Su 67 partecipanti, 60 inclusi (47 fdonne, principalmente et: 39.45 ± 12.67) q
1. Introduzione
Il dolore in regione cervicale è una condizione patologica che è associata con aumento della disabilità in generale nella popolazione.1-3 Il processo del dolore cervicale è descritto come episodi di vario grado di recupero che possono accadere nel corso della vita.4 Il persistente deterioramento del controllo neuromusculare dei muscoli cervicali contribuisce in parte a cronicizzare rendere ricorrenti problemi cervicali come documentato in studi precedenti. Una delle compromissioni neuromuscular riguardo al dolore cervicale ha mostrato un a ridotta o rallentata attivazione dei flessori profondi cervicali (DNFs) in particolare nel lungo del capo e del collo [6].
Così il trattamento conservativo spesso prescritto dal fisiatra include l'allenamento di entrambi i muscoli cervicali sia profondi sia superficiali. [7, 8]. i programmi di esercizi terapeutici sono focalizzati sul l'allenamento dei muscoli cervicali che hanno mostrato una riduzione del dolore e della disabilità con risultati promettenti 9,10. Più precisamente, studi clinici che hanno incluso allenamento dei Flessori profondi cervicali DNF o dei muscoli cervicali superficiali hanno dimostrato un'effettiva riduzione del dolore cronico cervicale e disabilità. [9, 10].
I Trigger points miofasciali MTrPs sono conosciuti come fattori che possono essere associati con dolore cervicale [11].
E 'stato suggerito che MTrPs sono fonti generatori di dolore cervicale meccanico. Tuttavia, pochi studi hanno incluso il trattamento dei MTrPs per la gestione di questo tipo di dolore[1, 12].
Il dolore riferito dipende dalla sensibilità di MTrPs e, di conseguenza i MTrPs attivi possono giocare un ruolo fondamentale nella trasmissione del dolore in condizioni dolorose più generali [12].
Sebbene il training dei flessori profondi e superficiali cervicali hanno dimostrato una riduzione del dolore e disabilità, non si sa su quale dei due parametri siano più efficaci. Inoltre, non è chiaro se l'esercizio fisico di questi gruppi di muscoli può avere un effetto sui MTrPs dei pazienti con dolore cervicale. Pertanto, per quanto precede, il primo obiettivo è stato quello di determinare l'effetto dell'allenamento muscolare cervicale sulla disabilità ed il dolore del paziente nella regione cervicale. Il secondo obiettivo è stato valutare gli effetti sulla soglia di dolore alla pressione PPTs sui trigger point miofasciali in pazienti con dolore cervicale cronico.
2.1. Disegno dello studio
Questo è uno studio prospettico in cieco randomizzato controllato con tre gruppi terapeutici fatto a Patras, Grecia, numero di registrazione ISRCTN13364486. Il primo gruppo era quello dei flessori profondi cervicali (Gruppo A), il secondo muscoli superficiali (Gruppo B), ed il terzo un gruppo di consiglio (controllo). Approvazione etica garantita dal committee of the Department of Physiotherapy of the Technological Educational Institute of Western Greece.
2.2. Participanti
Pazienti fra i 18 e 65 anni con dolore ideopatico cervicale cronico. Il reclutamento è stato fatto attraverso avviso negli ospedali locali, centro riabilitativi nell'area (Achaia, Greece). Nei criteri di inclusione i pazienti dovevano avere avuto dolore cervicale per un minimo di 3 mesi (cronico), punteggio di disabilità 5/50 del NDI neck disability index [13], ed un minimo di un Trigger Point attivo o latente MTrP in uno qualsiasi dei seguenti muscoli: elevatore della scapola, trapezio superiore e splenio del capo. Sono stati esclusi pazienti con anamnesi clinica remota di intervento chirurgico cervicale, radicolopatia, miopatia, gravidanza, condizioni patologiche del sistema nervoso centrale o che hanno partecipato ad un programma riabilitativo negli ultimi 6 mesi.
2.3. Procedura
I soggetti che hanno rispettato i criteri di inclusione hanno compilato un modulo contenente informazioni sullo studio, consenso informato, una breve storia clinica, una body chart. Le misurazioni ed il programma di allenamento sono stati seguiti da 2 fisioterapisti. Prima di iniziare degli studi pilota sono stati usati per migliorare la coerenza della misurazione clinica.
Successivamente è stata esaminata la presenza di Trigger points miofasciali nei seguenti muscoli: trapezio alto, elevatore della scapola, splenio del capo ed é stata misurata la soglia di dolore alla pressione. Dopo questa fase tutti i pazienti sono stati fotografati digitalmente facendo il test di flessione craniocervicale CCFT. Il programma di allenamento dei DNF gruppo A era basato dal livello CCFT che hanno raggiunto nella prima valutazione ed è stato il loro punto di partenza.
Tutti i partecipanti hanno ricevuto linee guida di istruzioni attraverso un volantino ed un video digitale della durata di 17 minuti con consigli ergonomici ed esercizi per la cervicale per una completa comprensione degli esercizi terapeutici.
Tutti gli interventi terapeutici riguardo ai due gruppi di esercizio sono svolti due volte alla settimana per circa 30-40 minuti per sessione per 7 giorni consecutivi.
La difficoltà è stata l'aumento graduale dell'intensità e ripetizioni variabile in base alla risposta di ogni paziente. Tutte le misurazioni sono state effettuate all'inizio ed alla fine del percorso terapeutico, inoltre é stato spigato ai pazienti di non partecipare ad altre sessioni terapeutiche ed a non seguire altri consigli medici.
2.4. Interventi
Il programma è stato diviso in 3 parti, riscaldamento, parte base ed linee guida ergonomiche con una parte di stretching. Nel riscaldamento il paziente è stato istruito a effettuare lente rotazioni del capo in tutte le direzioni, movimenti delle spalle in tutte le direzioni. Ai pazienti è stato spiegato di respirare normalmente durante il riscaldamento. Nella parte di base i pazienti eseguono movimenti del collo dalla posizione seduta, movimenti posteriori con un asciugamano o banda elastica dalla posizione seduta, contrazioni isometriche della muscolatura cervicale in tutte le direzioni (flessione, estensione, side flexion e ext, rotazione sinistra e destra, retropulsione ed anteorizzazione) aggiungendo resistenza con la propria mano con movimenti molto lenti.
Nella parte di stretching, i pazienti eseguono allungamento muscolare cervicale in flessione ed estensione, in flessione laterale ed in rotazione. Al termine tutti i gruppi hanno eseguito esercizi di stretching. Il gruppo A e B hanno eseguito la parte di stretching con l'assistenza di fisioterapisti. Il gruppo C ha ricevuto linee guida scritte e digitali dove ed hanno eseguito la parte di stretching a casa in maniera autonoma. Sono state date ai pazienti direttive ergonomiche su come dormire, guidare, e sedersi.
2.5. Gruppo dei flessori profondi cervicali
Il gruppo dei DNF deep neck flexor (A) ha eseguito i seguenti esercizi: The DNF group (A) performed the following exercises: test di flessione craniocervicale con biofeedback di pressione ad aria (craniocervical flexion test (CCFT) [6], con movimento di cenno del capo dalla posizione supina, dalla posizione prona, e dalla posizione seduta contro il muro [14]. Tutti gli esercizi sono stati conclusi se il paziente attivava i flessori superficiali cervicali.
2.6. Gruppo della muscolatura superficiale
The superficial muscle group (B) performed posterior head movement from sitting position with elastic band, posterior head movement from supine position, movement in all directions from pronation position, and “cat-camel motion exercise” [15].
2.6. Gruppo muscolatura superficiale cervicale
Il gruppo (B) muscolatura superficiale cervicale ha eseguito movimenti posteriori della testa dalla posizione seduta con una banda elastica, dalla posizione supina, movimenti in tutte le direzioni dalla posizione prona ed esercizio "cat-camel".[15].
2.7. Gruppo di controllo
Il gruppo di consigli (C) esegue solo un programma di esercizi a casa descritto su un opuscolo e tramite un disco video digitale.
2.8. Outcomes
Gli outcomes misurati erano la Neck Disability Index (NDI) [16], che è stato l'outcome primario misurato, la numeric pain rating scale (NPRS) [17] of pain intensity e la Client Satisfaction Questionnaire-8 (CSQ-8) [18], per misurare la soddisfazione dei pazienti, ed il short form-12 (SF-12) [19] per lo stato di salute. Le proprietà psicometriche della versione greca del NDI sono state valutate da Trouli et al. [13] e si sono dimostrate affidabili, validate. Il NPRS è stato dimostrato affidabile e strumento responsivo in pazienti con dolore cervicale meccanico [20]. La versione greca del SF-12 è stata validata [21].
Gli strumenti usati per misurare gli outcomes CBO erano la soglia del dolore alla pressione misurata con un algometro meccanico e la flessione craniocervicale con il CCFT con biofeedback ad aria unit REF e l'angolo cervicotoracico con immagini digitali [22].
2.8.1. Misurazione soglia di dolore alla pressione (PPT) sui trigger points
La soglia di dolore alla pressione sui myofascial Trigger points (MTrPs) attivi o latenti dell'elevatore della scapola, trapezio alto e splenio del capo (da entrambi i lati) sono stati testati con Wagner pressure pain algometer (FDK-20 model). I Trigger points miofasciali MTrPs sono stai diagnosticati con la palpazione in accordo con i criteri diagnostici di Travell and Simons al fine di verificare la riproducibilità della posizione [23]. Le soglie di dolore alla pressione PPTs sono state misurate per ogni muscolo sui due lati measured, inoltre un punto di riferimento è stato misurare la PPT sul processo xifoideo come controllo del grado di percezione del dolore. L'esaminatore ha consigliato ai partecipanti di indicare (a) il primo segno di dolore (b) il punto dove il dolore potrebbe non essere tollerato. La misura della PPT ha mostrato eccellente affidabilità intra e intertester, testato su 15 soggetti sani 2 (or 3) giorni consecutivi nel pilota (ICC between 0.83 and 0.89).
2.8.2. Craniocervical Flexion Test (CCFT)
Il CCFT è stato misurato tramite la resistenza dei muscoli DNF con Chattanooga pressure biofeedback unit. L'applicazione del test di flessione craniocervicale è stato svolto seguendo il protocollo descritto by Jull at al. [24]. L'esaminatore istruisce i pazienti su come eseguire i movimenti di flessione craniocervicale prima del test. Il test ha incluso 5 elementi di difficoltà progressiva [24]. L'affidabilità intraesaminatore è stata testata in 15 soggetti sani contemporaneamente per due giorni consecutivi ed era molto alta (intraexaminer reliability ICC = 0.91).
2.8.3. Angolo cervicotoracico
La misurazione dell'angolo cervico toracico è una misurazione clinica [22] che indica la postura del collo ed è definita come l'angolo tra il processo spinoso di C7, centro del trago dell'orecchio ed il piano orizzontale per trazione del capo. Le foto digitali sono state fatte con Nikon Coolpix P520 e l'analisi degli angoli sono stati misurati con goniometro digitale con software Photoshop. La riduzione di questo angolo è un indicazione del capo anteriorizzato [25]. Per la misurazione clinica una camera digitale Nikon Coolpix P520 posizionata su una base stabile in uno studio kinesiterapico was placed in a stable base in the kinesiotherapy, distante 3 metri da ogni paziente e calibrata in un punto specifico per tutta la durata dello studio. La posizione dei partecipanti per la misurazione era standardizzata in posizione seduta e gli è stato chiesto di essere stabili con un marker posizionato a parete davanti a loro. La misurazione dell'angolo cervico toracico ha dimostrato alta validità interesaminatore ICC = 0.91.
2.9. Randomizzazione
I partecipanti sono stati randomizzati utilizzando un software di randomizzazione ed assegnati ad uno dei tre gruppi senza conoscere il loro gruppo terapeutico. La randomizzazione è avvenuta il giorno in cui è stato firmato il consenso informato.0
2.10. Analisi statistica
Per l'analisi dei dati statistiche descrittive sono stati usati per stabilire le caratteristiche cliniche e demografiche del nostro campione. Le variabili dipendenti analizzate erano NDI (primary outcome measure), il NPRS, SF-12, il CCFT, la soglia di dolore alla pressione PPTs dei Trigger points miofasciali MTrPs. Una misurazione con modello lineare generalizzato è stata usata per determinare gli effetti nel tempo e dei gruppi di trattamento per età e sesso come covariabili.
Un calcolo della dimensione a priori del campione è stata effettuata con dimensione dell'effetto atteso per la misura di esito primaria sulla base di differenze medie di cambiamento tra i gruppi. [20] (Cohen's d: 0.8, desired statistical power level: 0.8, and probability level: 0.05). La dimensione minima del campione per gruppo era 21 (one-tailed hypothesis). È stata fatta un'analisi per calcolare la potenza della dimensione del campione (60 subjects) 0.80 e come outcome primario measure il Neck Disability Index [16] basato sulle principali differenze di cambiamento fra i gruppi [20]. La potenza osservata era 0,92.
3. Risultati
Su 92 pazienti iniziali, 83 hanno trovato riscontro nei criteri di inclusione e 67 hanno accettato di partecipare allo studio così sono stati randomizzati. Successivamente 7 pazienti sono usciti prima di terminare lo studio, così il campione è stato di 60 pazienti (12 uomini e 48 donne, principalmente di erà compresa da 39.45 ± 12.67) ha completato lo studio. (Figure 1). I partecipanti randomizzati nel Gruppo A: 2 uomini e 18 donne, di età 38.45 ± 12.67; Gruppo B: 5 uomini e 12 donne, età 40.45 ± 13.47; Gruppo C: 6 uomini e 14 donne 39.45 ± 13.46. Le informazioni demografiche del campione sono riassunte nella Table 1. In totale 360 muscoli sono stati valutati per oggettivare la presenza di MTrPs trigger points miofasciali, 304 muscoli avevano trigger points miofasciali attivi e 26 latenti, mentre 30 muscoli non possedevano trigger point. Il dolore è stato misurato su 3
differenti livelli nella NPRS (“pain now,” “pain at best,” and “pain at worst”) in tutti i gruppi. Il modello lineare generale (generalized linear model GLM) ha rivelato che c’è una differenza significativa statistica in tutte le subscale del dolore (Table 2) col tempo per i flessori profondi cervicali gruppo (A) ed i muscoli superficiali (B). Tuttavia nel gruppo (C) il livello d’intensità del dolore ha differenze statistiche significative nella riduzione col tempo nell’intensità del dolore in due o tre livelli (NPRS “pain now” and “at worst”) mentre il NPRS “pain at best” non ha avuto differenze statistiche significative alla fine del programma di allenamento. La disabilità misurata con NDI, la quale come outcome primario misurato e l’analisi GLM ha rivelato che in tutti i gruppi di intervento il livello di disabilità è stato ridotto col tempo (Figure 3). In termini di salute rapportati alla qualità della vita non ci sono state differenze statistiche significative riguardo ai livelli fisici e mentali. Il test dei flessori cranio cervicali (CCFT) ha dimostrato miglioramenti statistici significativi col tempo solo per i flessori profondi cervicali comparati con gli altri 2 gruppi di trattamento. L’analisi statistica per l’angolo cervico-toracico non ha trovato differenze significative statistiche tra i tre gruppi terapeutici. La soglia di dolore alla pressione è stata misurata in entrambi i lati dei muscoli cervicali ed il valore minimo è stato valutato sullo splenio del capo (Figure 2). Cambiamenti minimi sono stati osservati dopo il trattamento su ogni trigger point miofasciale MTrP. Lo splenio del capo ha avuto la più bassa soglia di dolore comparato al trapezio ed elevatore della scapola. L’analisi statistica ha rivelato che la sensibilità della soglia di dolore alla pressione (Table 3) non ha avuto differenze statistiche significative ne durante il trattamento ne al termine dell’intervento terapeutico in tutti i gruppi.
4. Discussione
I risultati di questo studio mostrano che programmi specifici progressivi che hanno come bersaglio i muscoli profondi e superficiali cervicali hanno la capacità di ridurre il dolore e la disabilità. Ad ogni modo essi non sono in grado di cambiare la PPT sui trigger points miofasciali.
L'analisi del campione di ogni gruppo mostra che i pazienti erano omogenei per et
à. Inoltre l'alta prevalenza di donne rispetto agli uomini in termini di dolore cervicale riflette e conferma in modo chiaro ció che è presente in letteratura. [4].

Table 1: Sample demographic and clinical features

Figure 2: Sensitivity of pain pressure thresholds on both sides before
and after treatment.

Figure 3: Measurement of disability levels among groups before and
after treatment.
Riguardo all'intensità di dolore cervicale, i risultati dello studio confermano l'effetto positivo degli esercizi per i DNF nella riduzione del dolore e livello di disabilità.
Precedenti studi randomizzati in cui l'intervento terapeutico che ambiva a migliorare l'attivazione dei DNFs hanno dimostrato l'efficacia in pazienti con dolore cervicale cronico, dal momento che aumentano l'attivazione di questi muscoli, il dolore e disabilità sono diminuite. [6, 26, 27]. In particolare il gruppo A dei DNF dopo l'applicazione del programma progressivo di esercizi per sette settimane ha ottenuto una riduzione di tutte e tre le categorie di livelli di dolore sulla NPRS mostrando statisticamente in alta significatività comparata con i livelli iniziali.
Anche il gruppo B dei muscoli superficiali ha diminuito i livelli della NPRS leggermente meno del gruppo A. I livelli di dolore diminuiscono in modo simile anche nel gruppo di controllo C ma solo in 2 categorie di dolore della NPRS (present and worst pain intensity), mentre non si sono osservate significative differenze statistiche nella categoria “pain at best” prima e dopo il trattamento.Più in generale, i gruppi B e C, che miravano a esercitare i muscoli del collo superficiali della colonna cervicale in 7 settimane, hanno dimostrato stati in grado di ridurre i livelli di dolore, un fatto confermato dalla letteratura molto recente. [28, 29].
I livelli di neck disability per i gruppi di trattamento (A, B, and C) hanno trovato significavitá statistics (p < 0.001);


Figure 4: Patients satisfaction levels (CSQ-8) among treatment
groups in the end of the intervention.
tuttavia nel gruppo di controllo è stata trovata una diminuzione marcatamente più piccola rispetto agli altri due gruppi. Questi risultati mostrano che un programma di esercizi progressivi per i flessori profondi e superficiali di sette settimane è sufficiente a ridurre il dolore e disabilità cervicali. Al contrario, la riduzione è stata inferiore nel gruppo di controllo, che può essere spiegato con il fatto che i pazienti non hanno la supervisione e la guida del clinico. (Essi hanno avuto solo una guida video ed un opuscolo). Questa informazione evidenzia l'importanza della presenza di un fisioterapista durante lo svolgimento degli esercizi.
Riguardo le misurazioni relative alla qualità della vita con SF-12 non è stato osservato alcun cambiamento a causa del fatto che tutte le misure iniziali tra i gruppi sono stati nel range di normalità. Questa è stata una scoperta inaspettata in quanto condizioni croniche tendono ad avere minore effetti nei punteggi fisici e mentali Physical and Mental Composite Scores (PCS and MCS) [21].
Sebbene l' intervento terapeutico abbia ridotto i livelli di disabilità e dolore di ciascun gruppo, tuttavia, non vi è stato alcun effetto sulla soglia di dolore alla pressione dei trigger points miofasciali MTrPs di destra e sinistra dell'elevatore della scapola, splenio del capo e trapezio (p> 0.05) dopo il trattamento in ciascun gruppo.
I valori iniziali della PPT dei trigger point MTrPs nell'elevatore della scapola e trapezio superiore hanno mostrato valori diversi tra i gruppi e tra il lato destro e sinistro all'interno dello stesso gruppo. Invece, i valori originari della PPT nello splenio del capo non differiscono tra di loro o tra i gruppi o tra il lato destro e sinistro, perché le variabili dei valori misurati in questo muscolo erano molto piccole. (Figure 2).
Generalmente, la maggior parte degli studi precedenti riscontrato che i livelli della PPT sui muscoli estensori cervicali non sono influenzate dall' attività di questi muscoli [30–32]. Al contrario, lo studio della Sharan et al. [29], mostra un campione di otto persone (fisioterapisti), che hanno mostrato grandi differenze (statisticamente significative) tra le misurazioni iniziali e finali dei livelli PPT dopo l'applicazione del programma di yoga termine di 4 settimane. Tuttavia, l’assenza di un gruppo di controllo ed insuficciente spiegazione e presentazione di materiale e metodologia usata da Sharan et al. [29] e l’omissione di quali muscoli cervicali la PPT è cambiata rendono lo studio vulnerabile e con potenziali errori.
Le misurazioni cliniche effettuate in aggiunta, ad esempio l’angolo cervico-toracico, mostrano che nessun gruppo ha avuto differenze fra prima e dopo il trattamento. Questo suggerisce che la postura con ilcapo in avanti non può essere relazionata al dolore e disabilità alla cervicale o che un intervento con un programmma progressivo di 7 settimane sui flessori profondi cervicali e superficiali non è in grado di cambiare la postura del capo. Precedenti studi che comparano la postura del capo prima e dopo il trattamento in soggetti sani rivelano contraddizioni, forse possono essere attribuite alla differenza metodologica sulla misurazione della postura del capo su un campione molto eterogeneo in termini di età. [33].
Riguardo la resistenza del collo, il craniocervical flexion test (CCFT) il gruppo dei flessori profondi cervicali ha raggiunto il livello massimo CCFT, abbastanza scontato in quanto era l’esercizio principale del gruppo terapeutico (A). Tuttavia gli altri due gruppi sono stati capaci di ridurre la disabilità ed il dolore ma il CCFT non ha avuto significatività statistica prima e dopo il trattamento. Questo può essere spiegato dal fatto che i loro esercizi erano focalizzati sui muscoli superficiali comparati con i flessori profondi cervicali. Nella letteratura corrente finora non ci sono altri studi che hanno confrontato la CCFT tra i flessori muscolari profonde e superficiali controllando i livelli di dolore e disabilità.
La forza di questo studio è il confronto tra flessori del collo profondi e superficiali sul dolore al collo e livelli di disabilità nonché la misura di 360 MTrPs e la misurazione della postura della testa. Per quanto ci riguarda il nostro studio può indicare l'importanza della diagnosi differenziale per quanto riguarda la gestione del dolore cervicale.
5. Limiti
La randomizzazione del campione ha avuto alcune differenze in termini di livelli basali di NDI e nella categoria NPRS "pain at wot." In particolare, l'indicatore di disabilità del NDI utilizzato come strumento di valutazione primaria ha indicato un eterogeneità tra gruppo di intervento (A) ed il gruppo di controllo (C) (p = 0.010), suggerendo che il gruppo DNF aveva un livello di disabilità maggiore. Si può notare che il gruppo DNF ha il più alto livello disabilità tra gli altri due, e quindi si può presumere che aveva la maggiore riduzione della stessa più alta.
Le 7 persone '"escluse" (seguendo la randomizzazione) potrebbero aver influenzato i valori iniziali di omogeneità sul NDI tra i gruppi. L'assenza dell'effetto cieco degli esaminatori e del fatto che il campione aveva una elevata prevalenza di femmine (80%) sono i limiti del nostro studio. Tuttavia, il fatto che l’incidenza del dolore cronico cervicale colpisca soprattutto le donne, può in parte giustificare questa discrepanza tra uomini e donne. Di conseguenza, i maschi del nostro campione sono sottorappresentati in quanto tutti i nostri esclusi erano uomini. Inoltre, è probabile che un lungo periodo di follow-up ha avuto un esito più significativo. Inoltre, il fatto che la terapia è stata eseguita da due terapisti differenti indica la possibilità che forse un terapeuta è più performante dell’altro.
6. Conclusioni
Tutti i gruppi terapeutici mostrano una riduzione adeguata in termini di disabilità e dolore, ma non c’è stato effetto sulla soglia del dolore alla pressione riguardo la sensibilità dei MtrPs trigger points miofasciali dello splenio del capo, trapezio alto ed elevatore della scapola nei vari gruppi. Dunque non vi è stato nessun cambiamento statisticamente significativo sulle PPT dei muscoli cervicali in fase di test, probabilmente questo implica un diverso percorso nel meccanismo del dolore per quanto riguarda il release dei trigger point miofasciali MTrPs.
Inoltre, i programmi di allenamento progressivo dei flessori profondi e superficiali dei muscoli cervicali non hanno avuto alcuna alterazione dell'angolo cervico-toracico del campione oggetto dello studio. Ulteriori ricerche in questo argomento sarebbero utili.
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/27990302
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